L'alimentazione corretta rappresenta uno dei
presupposti fondamentali per la normale evoluzione
della gravidanza e il normale accrescimento
del feto: quantità e qualità del
cibo e delle bevande vanno scrupolosamente controllate.
La paziente che mantenga in gravidanza lo stesso
tipo di alimentazione con il quale rimaneva
in equilibrio ponderale prima della gravidanza,
tenderà inevitabilmente ad aumentare
in eccesso. L'aumento ponderale a termine di
gravidanza, partendo da un peso teorico ideale,
non dovrebbe superare i 9 Kg. (= 225 grammi
alla settimana per 40 settimane). Bisogna prendere
l'abitudine di pesarsi sempre sulla stessa bilancia,
alla stessa ora del giorno, preferibilmente
al mattino, a digiuno, dopo aver vuotato la
vescica.
L'eccessivo aumento di peso al momento del
concepimento o durante il secondo e terzo
trimestre di gravidanza comporta un affaticamento
per la madre e può predisporre al diabete
ed alla gestosi, condizione tossica nella
quale compaiono una serie di alterazioni quali
aumento della pressione arteriosa, comparsa
di notevoli quantità di proteine nelle
urine, comparsa di edemi. Inoltre può
favorire altre condizioni spiacevoli quali
smagliature cutanee, varici alle gambe, infezioni
delle vie urinarie, parto prematuro, parto
più laborioso, probabilità di
taglio cesareo, complicazioni vascolari durante
il puerperio, obesità del nascituro
(condizione di rischio per l'età adulta).