L'amniocentesi rappresenta uno strumento per ottenere materiale
biologico fetale dal quale è possibile procedere con uno
studio genetico.
Convenzionalmente viene utilizzata per lo studio dei cromosomi
fetali e quindi è indicata per valutare in diagnosi prenatale
situazioni di potenziale aumento del rischio di cromosomopatie.
Per questo è indicata per escludere il potenziale rischio
legato all'età materna avanzata (>35 anni) o altre situazioni
oggetto di consulenza genetica quali anomalie cromosomiche familiari
ecc..
Il prelievo viene eseguito con l'ausilio di un ago introdotto
per via transaddominale sotto costante controllo ecografico e
non richiede uso di anestetico.
Il test ha una detection rate (rapporto tra il numero di feti
affetti risultati positivi al test e numero totale di feti affetti)
di 100/100 per le cromosomopatie visibili ad un'esame cromosomico
standard, con una quota di falsi positivi (feti sani risultati
positivi al test) di 0/100. L'esame è legato ad un rischio
di complicanze abortive di 0.5/100.
I tempi di consegna del referto variano dalle due alle quattro
settimane a seconda dei diversi centri.
In alcuni centri è disponibile uno studio preliminare operato
attraverso metodiche in fluorescenza (FISH) che consente di escludere
le più frequenti patologie cromosomiche (es. Sindrome di
Down) in 24 ore dall'esecuzione del prelievo.