Il Test Combinato rappresenta un'evoluzione dello screening operato
attraverso lo studio ecografico della translucenza della plica
nucale.
Introduce la determinazione di due parametri biochimici dosati
da siero di sangue materno, PAPP-A (Pregnancy Associated Plasmatic
Protein A) e free-beta HCG, aggiungendo quindi un secondo tipo
di parametro oggettivo (biochimico) al calcolo matematico che
porta alla formulazione del rischio che la gravidanza sia affetta
da cromosomopatia.
Il test ha una detection rate (rapporto tra il numero di feti
affetti risultati positivi al test e numero totale di feti affetti)
di 90/100 con una quota di falsi positivi (feti sani risultati
positivi al test) di 5/100. L'esame è privo di rischi per
il feto.
Si tratta di un test di screening (ovvero di valutazione della
probabilità di malattia) e non di un esame diagnostico.
Bisogna quindi precisare che:
-la negatività del test riduce il rischio di malattia,
ma non lo azzera
-la positività del test non implica che necessariamente
il feto sia affetto dalla malattia, ma che il rischio è
sufficientemente -elevato da giustificare una procedura diagnostica
ulteriore
-il nuovo esame proposto per la diagnosi ha un rischio di aborto
dello 0.5 ÷ 2%
-prima del prelievo ematico è sempre indispensabile eseguire
un'ecografia per stabilire la vitalità del feto e l'epoca
di gravidanza, in quanto i valori variano sensibilmente
con le settimane gestazionali.
-circa il 10% delle donne risulta positiva al test e deve eseguire
una villocentesi o un'amniocentesi per la diagnosi definitiva.
-in caso di positività del test, anche quando il cariotipo
fetale risulta normale è consigliabile effettuare comunque
un'ecografia di II° livello ed un'ecocardiografia fetale
in centri specializzati alla 18a - 22a settimana.
Screening diagnostico prenatale non invasivo per la sindrome
di Down del primo trimestre noto come “BITEST”.
L’Esame
L’esame consiste nel dosaggio di tre sostanze prodotte dal
feto e dosabili nel sangue materno: PAPP-A (pregnancy associated
plasmatic protein –A) e la betahCG libera oltre che nella
misurazione ecografica della traslucenza della plica nucale.
La valutazione di questi parametri, grazie a particolari algoritmi,
consente di calcolare alla 12ma settimana di gravidanza il rischio
che il feto preso in esame sia portatore di cromosomopatie (specialmente
S. di Down) con una efficacia del 90% ad una quota di falsi positivi
del 5%.
Indicazioni
-Donne in gravidanza con età inferiore a 35 anni che non
richiedono diagnosi prenatale invasiva
-Donne che vogliono precedere il referto della diagnosi prenatale
invasiva