Valutano se l'aspirante mamma ha già fatto alcune malattie
infettive che sono a rischio per la gravidanza e se la coppia
può trasmettere malattie (genetiche e non) al piccolo.
E' per questo che alcuni esami sono riservati solo alla donna,
mentre altri sono estesi anche al partner.
In base al decreto Ministeriale del 10 settembre '98 tutti gli
esami del sangue per gli accertamenti preconcezionali sono a totale
carico del Sistema Sanitario Nazionale e non prevedono il pagamento
di alcun ticket. Sono considerate prestazioni specialistiche necessarie
per tutelare la maternità responsabile. Per usufruire dell'esenzione
è sufficiente l'impegnativa del proprio medico di base
o quella di un ginecologo pubblico (di un consultorio, di un ospedale,
per esempio). I test vanno poi effettuati in un laboratorio d'analisi
pubblico o convenzionato.
Gruppo sanguigno con identificazione del fattore Rh.
Per entrambi. Serve a definire la presenza o meno dell'Rh, una
caratteristica dei globuli rossi. Se la donna ha un Rh negativo
e il partner lo ha positivo può crearsi una incompatibilità
tra il sangue materno e quello del feto (nel caso erediti l'Rh
paterno).
Emocromo.
Per la donna. Analizza le caratteristiche di globuli rossi e piastrine
per identificare se ci sono alterazioni che fanno sospettare che
la futura mamma sia portatrice sana (e quindi senza alcun sintomo)
di malattie genetiche del sangue (talassemia, soprattutto). In
caso di positività, il test è esteso anche al partner.
Serve comunque ad evidenziare la presenza di stati anemici, di
fronte ai quali consigliare diete opportune e/o supplementazione
di ferro o acido folico.
Glicemia.
Per la donna. Valuta la quantità di zuccheri presenti nel
sangue, dato che serve ad identificare donne intolleranti ai carboidrati
o leggere forme di diabete non riconosciute prima della gravidanza
Questo valore serve anche da riferimento per valutare se nel corso
dell'attesa si manifesta una forma particolare di diabete, detto
gestazionale.Il test va ripetuto tra la ventiquattresima e la
ventisettesima settimana.
Nei casi in cui invece siano presenti storie personali, familiari
od ostetriche di diabete e/o ipertensione è opportuno richedere
anche una curva da carico orale di glucosio, ed una esecuzione
di creatininemia, acido urico e clearance della creatinina.
Test di Coombs indiretto.
Solo per l'aspirante mamma che ha un Rh negativo. Dosa la presenza
o meno nel sangue di anticorpi contro l'Rh positivo e valuta indirettamente
anche il rischio di "rigetto" di un feto con la stessa
caratteristica nei globuli rossi.
Di fronte ad una gravida con Rh negativo con Coombs indiretto
negativo è opportuno ripetere il test mensilmente nel corso
della gestazione.
Nei casi di gravida di gruppo O ed Rh positivo, il test di Coombs
deve essere ripetuto nelle ultime settimane di gravidanza.
Virus rosolia anticorpi o Rubeo test.
Solo per la donna. Serve a scoprire se l'aspirante mamma ha già
fatto la rosolia nel passato (ed è quindi immune e non
rischia di passarla al feto) , se l'infezione è in atto
(e il concepimento è a rischio e va rimandato), o se non
ha mai contratto la malattia. In questo caso, alla donna viene
consigliata la vaccinazione antirosolia. Da effettuarsi almeno
tre mesi prima di mettere in cantiere il bebè. E' indispensabile
eseguire la determinazione sia delle IgG, sia delle IgM.
Toxoplasma anticorpi o toxotest.
Solo per la donna. Scopre se l'aspirante mamma ha già fatto
la toxoplasmosi: in questo caso non c'è alcun rischio che
la trasmetta al piccolo. Se l'esito del test è negativo,
la futura mamma deve invece mettere in atto misure igieniche per
tutta la gravidanza per evitare di infettarsi e ripetere il test
mensilmente. Anche nel caso del Toxo-test è importante
determinare IgG ed IgM.
Treponema pallidum anticorpi (TPHA) e VDRL.
Per entrambi. Valuta se la coppia è affetta dalla sifilide,
una malattia a trasmissione sessuale che può essere passata
anche al feto. I rischi vengono azzerati con cure effettuate da
entrambi i partner prima del concepimento.
Transaminasi
Le Transaminasi (GOT o AST e GPT o ALT) sono enzimi localizzati
principalmente nel cuore e nel fegato. indicano il buon funzionamento
di questi organi.
PT, PTT
Il Tempo di Protrombina (PT) e' la misura del tempo necessario
alla formazione del coagulo di fibrina quando al plasma citrato
del paziente si aggiungono tromboplastina e calcio. E' utilizzato
principalmente per il controllo di terapie anticoagulanti orali.
Puo' essere aumentato in caso di carenza o alterazione congenita
dei fattori V, VIII, X, protrombina, epatopatie, deficit di vitamina
K, CID, malattie autoimmuni, paraproteinemie, amiloidosi.
Il Tempo di Tromboplastina Parziale (PTT) e' il tempo necessario
alla formazione del coagulo di fibrina quando il plasma citrato
viene ricalcificato. E' utilizzato per il controllo dell'effetto
della terapia con eparina. E' aumentato nell'emofilia A (fattore
VIII) e B (fattore X) ed altri difetti di sintesi dei fattori
della coagulazione, nelle epatopatie, nei deficit di vitamina
K, CID, malattie autoimmuni, paraproteinemie, amiloidosi.
Ferritina
La funzione primaria della Ferritina è quella di accumulare
il ferro intracellulare, costituendo una riserva di ferro rapidamente
mobilizzabile. Nella normalita', i livelli medi, lievemente più
elevati alla nascita, si abbassano durante l'infanzia fino al
raggiungimento della pubertà. Valori inferiori alla norma
indicano, con sicurezza, carenza di ferro e permettono la diagnosi
differenziale tra anemia sideropenica ed anemia dovuta ad altre
cause.
Fibrinogeno
Il Fibrinogeno e' un fattore essenziale della coagulazione. Viene
sintetizzato dal fegato e dal reticolo endoteliale. Per mezzo
della trombina si trasforma in fibrina per un processo di polimerizzazione,
intervendo nella formazione del coagulo.
Colinesterasi
La Colinesterasi e' un'enzima complesso. Si trova nel sangue,
nel fegato e nel pancreas dove viene prodotta. La sua sintesi
e' strettamente legata con la sintesi dell'albumina, per cui questo
enzima e' ritenuto un indice sensibile dell'efficienza protidoproteica
della cellula epatica. E' aumentata nell'ipertiroidismo, diabete
mellito, sindrome nefrosica, obesita'. E' diminuita nelle epatopatie
acute e croniche, infarto miocardico, infezioni acute, anemia,
neoplasie, tossicosi gravidica, dermatomiosite.
Citomegalovirus (CMV)
Il Citomegalovirus è la causa più frequente di infezioni
intrauterine. In gravidanza l'eliminazione virale aumenta con
il progredire dell'epoca gestazionale. L'infezione può
essere trasmessa al feto sia per passaggio trasplacentare che
per contatto durante il parto ed e' causa di malformazioni congenite.
Fattori di rischio sono una giovane età della madre, la
promiscuità sessuale, la scarsa igiene, il contatto prolungato
con bambini piccoli.
HCV
Per la donna. Si tratta del test per vedere se la madre ha anticorpi
contro il virus dell'epatite C. Se positivo, si dovrebbe eseguire
anche il dosaggio del genoma del virus (HCV-RNA), per vedere se
oltre agli anticorpi c'è anche il virus. In caso di risultato
positivo, esiste il pericolo, anche se con frequenza piuttosto
bassa, di contagio al feto. Molti medici non richiedono questo
test, perché comunque non esiste un possibile rimedio.
Altri lo richiedono, perché alcuni studi dimostrano che
se il bambino non viene allattato al seno il rischio di contagio
è inferiore.
Virus immunodeficienza acquisita (HIV) anticorpi.
Per entrambi. Valuta se i futuri genitori sono positivi nei confronti
del virus dell'Aids: in questo caso possono passare la sieropositività
anche al piccolo. Sapendolo in anticipo, si possono mettere in
atto alcune misure (parto cesareo, terapia antiretrovirale, allattamento
artificiale) per ridurre il rischio di trasmissione dalla mamma
al piccolo. Per eseguirlo è necessario il consenso informato,
cioè il medico deve chiedere l'autorizzazione a eseguire
questo esame, spiegando di cosa si tratta e perché lo si
richiede.
Esami sierologici per l'epatite virale (HbsAg)
Per la donna. Di fronte a madri HbsAg positive è fondamentale
sottoporre il neonato allo stesso controllo: ciò consente
di eseguire la sieroprofilassi e la vaccinazione durante i primi
giorni di vita.
Esami sierologici per la sifilide (Lue)
Già dagli anni '70, l'Organizzazione Mondiale della Sanità
ha rilevato una recrudescenza di questa patologia anche nei paesi
dell'Europa. E' quindi opportuno screenare le gravide, viste le
importanti conseguenze sul feto in caso di sifilide materna non
terapizzata.
Esame completo delle urine
E' indispensabile per scoprire eventuali alterazioni metaboliche,
quali, ad esempio, Glicosuria, Proteinuria, Batteriuria.