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VILLOCENTESI (10° - 12° SETTIMANA)  
 

La Villocentesi rappresenta uno strumento per ottenere materiale biologico fetale dal quale è possibile procedere con uno studio genetico.
Viene utilizzata per lo studio dei cromosomi fetali e quindi è indicata per valutare in diagnosi prenatale situazioni di potenziale aumento del rischio di cromosomopatie.
A differenza dell'amniocentesi è la metodica di elezione per avviare uno studio del DNA fetale.


Per questo è indicata per escludere il rischio potenziale derivato dalla presenza di specifiche patologie genetiche (legate al DNA e non ai cromosomi) individuate e caratterizzate all'interno della famiglia a seguito di consulenza genetica.
Consiste nel prelevare pochi milligrammi di tessuto della placenta in fase di formazione per effettuare su di esso le colture cellulari per la mappa cromosomica. L'esito dell'esame giunge in due tempi: il primo dopo circa una settimana ed il definitivo dopo 3 settimane. Ciò consente comunque, in caso di alterazioni cromosomiche importanti, di effettuare una interruzione della gravidanza in un periodo ancora precoce.
Il test ha una detection rate (rapporto tra il numero di feti affetti risultati positivi al test e numero totale di feti affetti) di 100/100, con una quota di falsi positivi (feti sani risultati positivi al test) di 0/100.
L'esame è legato ad un rischio di complicanze abortive inferiori a 1/100.

 

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